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Psicologo e Personal Trainer

Perché la società è disposta a investire in percorsi psicologici o osteopatici, ma considera il personal training un lusso superfluo? Una riflessione sulla miopia del sistema fiscale e sulla cultura odierna, che preferisce cure farmacologiche e beni di consumo allo status symbol rispetto a un investimento reale nella salute preventiva.

AutoreMassimiliano Amato22 giugno 20261 lettura
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Psicologo e Personal Trainer

Psicologo e Personal Trainer

Sempre più persone si rendono conto dell’utilità di un supporto psicologico, per sé stessi o per i loro famigliari, siano essi figli o consorti. Queste terapie possono durare anni. In alcuni paesi, come ad esempio la Francia, ma anche l’Italia, il servizio sanitario nazionale offre programmi di vario genere a tutela della salute mentale dei propri cittadini. Ci sono poi molte attività olistiche, come la meditazione o il mindfulness, che sono percorsi utili per raggiungere un grado di consapevolezza di sé stessi, e anche del proprio corpo, a livello privato. Non entro nel merito di discipline come l’Osteopatia, una terapia manuale e complementare che mira a ripristinare l'equilibrio e la salute globale del corpo. Attraverso manipolazioni specifiche, l'osteopata individua e tratta le disfunzioni del sistema muscolo-scheletrico, aiutando l'organismo ad attivare i suoi naturali processi di autoguarigione. Ovviamente tutti questi approcci hanno dei costi. Risulta del tutto normale pagare 60 euro per una seduta dallo psicologo, lo stesso per una seduta dall’osteopata. Alcune di queste spese sanitarie possono essere scaricate nella dichiarazione dei redditi come spese sanitarie, almeno fino ad una certa cifra. Quando invece si parla di personal training, l’idea comune e che si tratti di un lusso, di qualcosa di non veramente necessario. Non si tiene conto che molte persone senza un personal trainer non riescono a portare a termine un programma di allenamento, che non tutti si trovano a proprio agio nei centri sportivi o di fitness. Hanno bisogno di un supporto motivazionale. Non sempre si considera che le attività fisiche impattano sulla condizione mentale in maniera positiva. Ovviamente le cifre di denaro spese per le attività fisiche, che si tratti di palestra, piscina, o altro, non sono scaricabili nella dichiarazione dei redditi. Ovviamente se un cittadino non può scaricare le spese sportive, non avrà alcun interesse a richiedere fattura, semmai chiederà al personal trainer uno sconto per pagare in nero la prestazione. Questi sono solo alcuni dettagli di quanto sia illogico un sistema fiscale che richiede di emettere fattura elettronica per ogni prestazione, che poi non può essere scaricata, nemmeno in parte. Ma approfondiamo il tema di questo articolo; le persone trovano normale spendere anche centinaia di euro per una cena, e in alcuni casi queste spese possono essere scaricate come spese aziendali. Mentre quelle di attività fisiche si possono scaricare fino a 500 euro l’anno per i figli e basta. È quindi evidente a tutti che c’è un’idea distorta riguardo quello che il fisco ritiene deducibile o meno. L’industria del Fitness e del Wellness non è diversa da altri settori commerciali, sono che in ballo c’è la salute e il vero benessere fisico. Una popolazione sana, costa meno al servizio nazionale sanitario, una popolazione con problemi di salute fa guadagnare l’industria farmacologica. La medicina cura le malattie, e così cercano di fare i farmaci, ma non si risolvono le origini e le cause delle malattie. L’attività fisica e il cambio di stile di vita, lavorano sulle cause, sulle origini della malattia. La sedentarietà è uno dei principali fattori di rischio per la salute. Qualsiasi medico vi dirà cosa è giusto fare per la vostra salute, ma nella maggior parte dei casi, quando un paziente si rivolge a lui/lei è perché ha già un problema. Se le persone dedicassero un po’ più di tempo alle attività motorie, a prescindere dell’età, molte delle problematiche comuni potrebbero essere risolte o ridotte. Le persone pagano rate costose per macchine sovradimensionate rispetto alle esigenze reali, pagano cifre elevate per oggetti o accessori che fanno status symbol, oggetti indicatori di un certo livello sociale. Quando si tratta di investire sull’attività fisica si rimanda, non sempre si dà il giusto valore a questo investimento di tempo e denaro.

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